Close
Type at least 1 character to search
Back to top

L’invenzione della Radio

L’invenzione della Radio

L’invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell’Ottocento, il merito dell’invenzione fu di G. Marconi, ma il primo programma radiofonico della storia fu trasmesso da R. Fessenden, in seguito D. Sarnoff fu il primo ad immaginare nel 1916 un progetto commerciale che potesse rivolgersi a un mercato più ampio.

Da ricordare l’anno 1924 che segna ufficialmente la nascita della radiofonia italiana con la sua prima emittente (l’Unione Radiofonica Italiana) e il termine Broadcasting che indica una comunicazione unidirezionale, da uno verso molti.

Durante la seconda guerra mondiale nei territori occupati, attraverso le radio clandestine (Radio Londra, Radio Vaticana ecc.) si diffondono le notizie sul vero andamento della guerra.

La radio, nell’Italia del 1949, assume il nome di RAI (Radio Audizioni Italia) ed inizia il suo periodo d’oro: il prezzo degli apparecchi scende e la radio entra nelle case degli italiani. Nel 1951 viene regolarizzato il radio-giornale e viene istituita la commissione parlamentare di vigilanza.
L’avvento della televisione, nel 1954, spinge la radio a cercare nuove strategie per reggere la concorrenza del nuovo strumento: con l’invenzione dell’autoradio e del transistor diventa un oggetto trasportabile ovunque, diffondendo il nuovo senso di libertà fra i giovani.

La contestazione studentesca del 1968 invade anche la radio: cambia il pubblico, si affermano nuovi generi e nuove tipologie di programmi che vedono la partecipazione del pubblico in diretta.

Le emittenti sono in continua crescita in Italia, raggiungendo quota 400 negli anni ’70. Si tratta delle cosiddette radio pirata che poi saranno chiamate radio libere, un fenomeno tipico di quegli anni.

Nella prima metà degli anni ’90 si registra un calo di ascolti per la radio, ma la diffusione di Internet e la nascita delle web radio alla fine degli anni novanta la rilancia dandole nuova linfa.

Dal 2000 si diffonde la nuova tecnologia DAB (Digital Audio Broadcasting), lanciando la nuova “radio del duemila”.

Da un punto di vista sociologico la radio, insieme all’automobile, ha cambiato la percezione del tempo e dello spazio, determinando la fisionomia dell’immaginario sociale.

Post a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.